Avevo le lacrime agli occhi. Sentivo gli occhi diventare sempre più umidi. 

‘Quindi è così’, ho pensato. ‘Cosa avranno provato mentre facevano quel salto nel vuoto’.

Terrore. Sicuramente terrore. Cos’altro puoi pensare in un momento del genere? Probabilmente neanche realizzi quello che sta accadendo. E forse è meglio così.

‘E’ caduto il ponte di Brooklyn’ dice il telegiornale. Non capisco. Cosa sta accadendo? Poi comprendo. Il ponte che ho sempre fatto per partire, il ponte che ho sempre fatto per tornare a casa, non esisteva più. Caduto. Crollato. Spezzato. Ma non è andato via da solo, si è portato via tutto. La vita di tanta gente, la fiducia, la forza, la felicità, la quotidianità.

Cosa puoi dire di una cosa del genere? Non te l’aspetti, non sai cosa dire, le parole muoiono in gola.

Ma se c’è una cosa che ho imparato, è quanto siamo forti noi genovesi. Chiusi e distaccati agli occhi degli estranei, uniti e amorevoli agli occhi di chi ci conosce e sa cosa abbiamo passato in questi anni.

Io sono solo un ragazzo, ma ho capito che questo vuol dire essere forti. Forti e coraggiosi.

By Gabriel

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